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4 colazioni: i bar migliori d'Italia.

4 colazioni, prima parte.

Era un mite mattino di metà autunno, il sole era alto in cielo, gli uccellini cantavano e l’aria frizzantina tipica di quel periodo stuzzicava insolite voglie. L’Edenista, come ogni mattina, si accingeva a degustare la terza delle sue consuete quattro colazioni preprandiali, quando all’improvviso sentì un senso di vuoto, come se gli mancasse qualcosa…
 
– Ehm, Milord?
– Alfred?
– Perché sta parlando di sé in terza persona?
– Davvero? Non so, Alfred, forse oggi mi sento qualcun altro.
– Si sente bene?
– Ma certo Alfred! Piuttosto, ci sono caffè da queste parti?
– Intende caffetterie, Milady?
– Sì, Alfred, sai, quei luoghi dove la gente comune si ferma la mattina per fare colazione.
– Certo Sire, solo nei dintorni del palazzo ci sono 2 bar e 2 caffetterie.
– Ottimo! Voglio provarli! Voglio assaggiare qualcosa di nuovo, un nuovo gusto che non ho mai provato.
– E sarebbe, Milord?
– Il gusto di avere torto, Alfred! Voglio vedere se fuori di qui esistono colazioni migliori delle mie.
– Capisco.
– Proverò almeno 4 caffè per capire qual è quello in cui servono la colazione migliore, con un servizio impeccabile, con un buon rapporto qualità-prezzo, in una location dignitosa.
– Una… location, Signore?
– Ovviamente Alfred, la location è importantissima.
– Mi rendo conto, Sire, e come pensa di risolvere il problema?
– Purtroppo dovrò sacrificarmi e provarli tutti di persona. (Cambia completamente tono di voce) 4 colazioni, il mio viaggio tra i caffè, un solo obiettivo: aggiudicarsi il titolo di miglior caffetteria a due passi dal mio palazzo. 4 caffè in sfida, 4 categorie da votare: location, menu, servizio, conto! Un voto da assegnare da zero a dieci. Ma non basta: con il mio voto posso confermare o ribaltare il risultato!
– Milady, così mi preoccupa, sta parlando in modo strano…
– Per il vincitore, l’onore di avermi a colazione ogni giorno!
 
Parte la gara! 4 caffetterie hanno deciso di sfidarsi tra loro a colpi di té e pasticcini per aggiudicarsi il titolo di miglior caffè a due passi dal palazzo dell’Edenista!
 
– Signoria, sta ancora parlando in terza persona.
– Non ci badare Alfred, andiamo subito nel primo bar!
 
BAR SPORT DELLA SIGNORA LUISA
 
– Bene Alfred, iniziamo subito la nostra ispezione!
– Vossignoria, non dica così, la proprietaria penserà che siamo dell’Ufficio Igiene.
 
Il Bar Sport appartiene alla signora Luisa, un donnone dal carattere affabile e casereccio che assomiglia in modo impressionante ad Aldo Fabrizi. I capelli scuri e il lieve accento romanesco me la rendono istintivamente simpatica.
 
– Ao’, ma che sta a di’ qquesto?
– Non ci faccia caso signora, lo perdoni.
– Madame, mi presento, sono l’Edenista e sono qui per saggiare la qualità della colazione del suo caffè.
– Allora glie porto ‘n caffè?
– Gradirei un tè, se mi è consentito.
– Un tè? Nun se sente bbene? Ora glielo faccio portare subbito dar ragazzo. ‘A CESAREEE! PORTA ‘N TÈ AR TAVOLINO VICINO AR FLIPPER! C’È UNO CHE NUN STA BBENE!
 
Mentre aspetto la mia ordinazione, inizio a guardarmi intorno. Il Bar Sport è il tipico bar di quartiere, in cui ogni mattina si incontrano le stesse facce. C’è l’impiegato che va di fretta, i vecchietti al tavolino esterno che si dilettano in qualche giuoco di carte, il classico donnaiolo, e anche un tizio calvo al quale tutti continuano a riferirsi con l’appellativo di “tecnico”. Forse aggiusterà televisori. Magari gli chiederò se può dare un’occhiata al nostro televisorino piccolo in saletta, quello ultrapiatto da 188 pollici e mezzo. Ma torniamo al Bar Sport. L’arredamento si direbbe per lo più spartano. Bancone di alluminio, cartoline di santi in mezzo a foto di famiglia, una bottiglia di Vov tra le grappe. Ricorda un po’ quelle vecchie case di una volta. Calde, accoglienti, piene di centrini e soprammobili, con il divano in cellophane.
 
– Ehm, Milady, ho l’impressione che inizino a guardarci male.
– Non ti nego di aver avuto anch’io la medesima sensazione, caro Alfred.
– Signorino, sarà forse perché, descrivendoli, lei continua a indicarli uno a uno con l’indice?
– Hai ragione, diamo un’occhiata alla teca dei dolci piuttosto.
 
Per il cibo forse avremmo preventivamente dovuto chiedere la consulenza di un luminare in geologia o in paleontologia. In ogni caso un esperto di fossili. Alfred non ha nemmeno con sé il suo macchinario portatile per l’analisi al carbonio, che ci avrebbe permesso di risalire all’era di quelle brioches, nonché di datare l’intero bar, signora Luisa compresa. Ma ecco il nostro tè!
 
– Sor Edeni’, ecco er tè. Ci ho messo pure un dorcino così se ripija. Nun me faccia sta in penziero.
 
Non so perché la signora Luisa sia così preoccupata per me, ma mi tratta già come uno di casa. È molto gentile. A dispetto del sapore di una volta, che si respira nel suo bar, devo dire che i servizi di piatti, bicchieri e posate sono nuovi di zecca, appena usciti dall’imballaggio. Peccato che la consistenza rocciosa del dolce che ho davanti abbia spezzato i rebbi delle forchettine. Il tè invece mi è stato servito in uno di questi bicchierini bianchi di sofisticatissimo materiale biodegradabile, talmente delicato che ha l’inconveniente di iniziare a biodegradarsi subito, già a contatto con l’acqua bollente. Alfred ha avuto appena il tempo di immergermi il filtro all’interno, ho dovuto berlo subito prima del disastro.

Insomma, è arrivato il momento di stendere i voti del primo caffè:
LOCATION: 6, lo stile spartano-retrò non è tra i miei preferiti, ma resta sempre intramontabile.
SERVIZIO: 8, non posso non premiare le attenzioni materne e premurose della signora Luisa.
CIBO: N.C. come commestibilità, 10 come reperto archeologico. Quelle brioche dovrebbero stare in un museo!
RAPPORTO QUALITÀ-PREZZO: 10, la signora Luisa, inspiegabilmente in ansia per la mia salute, ha deciso di non farmi pagare nulla. Mi chiedo come possa mandare avanti il suo bar, se si comporta così con tutti!
 
LE BELLEZZE DEL GOLFO – DA CIRO

– Alfred, perché questo caffè si chiama “Le bellezze del golfo”? Non c’è nessun golfo qui.
– Acuta osservazione, Maestà. Certo, neppure al Bar Sport abbiamo visto chissà quali attività agonistiche.
– Acuta osservazione anche la tua, Alfred.
– Grazie, Signore.
– Starmi vicino ti fa bene. In ogni caso, entriamo, magari lo capiremo una volta dentro.
 
L’interno della caffetteria “Le Bellezze del Golfo” è un intero tributo alla città di Napoli sotto forma di bar. Ci sono tavolini con caratteristiche tovagliette a quadretti bianchi e rossi e una caffettiera napoletana come centrotavola. Una postazione con mandolini e tamburelli pronti ad accogliere un’orchestrina che si esibisce la sera. Grappoli di cornetti rossi qua e là che decorano il locale. Un’enorme bandiera del Napoli. Una foto di Maradona con dei lumini e degli ex voto, e chi più ne ha più ne metta.
Mentre siamo intenti ad ammirare un presepe in un angolo, ci raggiunge il proprietario, il signor Ciro:
 
– Buongiorno, dotto’! Sono Ciro. Che vi pigliate?
– Alfred, questo posto già mi piace. Mi hanno appena conferito una laurea senza che io dessi nemmeno un esame! Buongiorno a lei, Ciro. Io sono l’Edenista e sono qui per testare la qualità della sua colazione.
– Ma prego, fate come a casa vostra, Edeni’. Che dite, ve li faccio due bei caffè?
– Sì, ben volentieri, grazie. Il mio senza zucchero.
 
Non l’avessi mai detto. La mia dichiarazione di volere il caffè non zuccherato ha scatenato il putiferio nel bar. In un attimo tutti i presenti si sono appassionati al mio “caso”.
 
– Dite la verità, dotto’, tenete un po’ di diabete, eh?
– Ma no, semplicemente mi piace amaro.
– Ho capito, voi lo prendete amaro perché non volete ingrassare. – Dice un signore seduto a un tavolino che non avevo nemmeno notato.
– E allora io che dovrei fare? Non dovrei mangiare più? – Interviene la cassiera.
– Voi non siete grasso, siete sciupato. – Esclama una signora anziana comparsa come per magia al mio fianco.
– Sentite a me, Edeni’, voi non siete né grasso, né magro, siete regolare. Una bella taglia XL. Io ne capisco, perché sono sarto. – Mi spiega il sarto mentre mi prende le misure delle spalle.
– Mangiate, mangiate! Le diete fanno male! – Aggiunge prontamente Assunta, la moglie di Ciro, sbucata da non si sa dove.
 
In breve tempo si è creato un capannello intorno a me. Si avvicinano anche curiosi dall’esterno.
 
– Scusate, ma che è successo?
– Ehm, volevo solo un caffè senza zucchero.
– Dite la verità, dotto’, tenete un po’ di diabete, eh?
– Ma no, semplicemente mi piace amaro…
 
Perdindirindina! Sono entrato senza nemmeno accorgermene in un vortice spazio-temporale in cui la stessa scena si ripete all’infinito e tutti continuano a dire le stesse battute. Perfino io! Poi, all’improvviso, Alfred interrompe questo circolo vizioso.
 
– Signori, perdonatemi, ma forse non sapete che costui non è altri che l’Edenista, inventore degli omonimi dolci fatti con una ricetta libera da latte, uova e grassi animali!
– Veramente fai? È quell’Edenista lì? E non ce le avete portate le vostre brioches? – Esclama la moglie di Ciro.
– Io le ho cercate da tutte le parti e non le trovo! – Urla il sarto.
– Non è che ce ne potete portare qualche pacco aumm-aumm? – Irrompe la cassiera.
– Ma lo fate il Dolce di Natale quest’anno? – Incalza la signora anziana.
 
Non so come Alfred e io riusciamo a liberarci dalla morsa di Ciro che chiedeva una fornitura a vita per il suo bar e a fuggire.
 
– Alfred, ma come ti viene in mente di nominare davanti a tutti le mie brioche? Potevamo essere uccisi!
– Mi perdoni, Sire. Per fortuna adesso siamo al sicuro a casa. Peccato, però, abbiamo dovuto lasciare la nostra colazione in sospeso.
– Alfred, ma sarà questo il famoso “caffè sospeso” di cui tutti parlano? Chissà. In ogni caso è ora di segnare i voti anche per la caffetteria “Le Bellezze del Golfo”.
 
LOCATION: 9. Tanto amore per la propria città va premiato sempre, ovunque e comunque.
SERVIZIO: 9, non si può negare che Ciro e gli altri abitanti del bar regalino un’esperienza travolgente.
CIBO: N.C. non abbiamo fatto in tempo ad assaggiare nulla!
RAPPORTO QUALITÀ-PREZZO: N.C. vedi sopra. In compenso un tuffo nella vera atmosfera partenopea è impagabile.
 
– Alfred, la visita in questa a caffetteria mi ha stancato piuttosto e anzichenò. Rimanderei il nostro giro negli altri due caffè a domani mattina.
– Come lei desidera Milady. (Tra sé) Fiuuù!