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RICOMINCIO DA CAPO – prima parte.

– Ma insomma, basta! Dia… dia… continua a dire DIA! E io devo sempre dare e dare! Sono settimane che le spiego che il mio Dolce di Pasqua non è ancora pronto! Ci sentiamo domani, arrivederci!
– Ehm, tutto bene Milord? Non era il signor Paluani al telefono, vero?
– Eh?… No, Alfred, per carità, era il Catasto, come ogni giorno alla stessa ora.
 
Cari i miei golosi, questo scambio di battute tra me e il fido Alfred è ultimamente una costante delle mie giornate. Ormai da un mese è sempre una bellissima mattina di inizio marzo, benché non sia ancora ufficialmente arrivata la primavera, e in casa e nel palazzo c’è molta confusione per l’ultimazione dei lavori della nuova colombaia. Tutto è iniziato il 2 febbraio, che è una data estremamente importante nel calendario edenistico.
 
Perché? Semplice. Come ormai tutti sanno, il 2 febbraio è il giorno in cui Phil la Marmotta, il più famoso pronosticatore meteorologico del mondo, nonché mio biscugino da parte di madre, in diretta dalla cittadina di Punxsutawney, in Pennsylvania, predice l’arrivo della primavera.
 
In pratica, ogni 2 febbraio, tutti i cittadini di questo ridente paesino americano si riuniscono intorno alla tana di Phil, in attesa che esca. Ora, se Phil quando esce non vede la sua ombra, perché il cielo è nuvoloso, significa che l’inverno terminerà presto, se invece c’è il sole, sarà in grado di vedere l’ombra e questo in genere è segno di altre sei settimane d’inverno (non ho mai capito perché abbia deciso di fare così, ma avrà i suoi motivi). Ovviamente, dato lo stretto rapporto affettivo che ci lega, mi fa sempre la cortesia di avvisarmi prima. E così, anche lo scorso 2 febbraio, un attimo prima di esibirsi di fronte al suo pubblico, Phil ha guardato fuori dalla finestrella della tana e mi ha inviato il suo messaggino: “Non credo proprio che vedrò l’ombra di un’ombra quest’anno, amico mio.”
 
Ebbene, ecco il segnale! È così che ogni anno so se devo mettermi a preparare subito i Dolci di Pasqua o posso prendermela comoda un altro po’. Questa volta, ahimè, mi tocca lavorare, e anche in fretta!
 
Infatti è dal 2 febbraio che qui non c’è più pace, soprattutto per Alfred, che ho nominato seduta stante capocantiere per i lavori della nuova colombaia, fatta costruire direttamente sulla mia cucina per ottimizzare le preparazioni dei Dolci di Pasqua.
 
Ogni giorno, ormai da settimane, si ripete la stessa storia. Alle 10 in punto vengo svegliato brutalmente da una telefonata dal Catasto, durante la quale un impiegato mi fa l’elenco di tutti i documenti da presentare per la costruzione di un nuovo piano al di sopra della cucina:
 
– Relazione tecnico-descrittiva dell’intervento, ai sensi dell’art. 65 del D.L. n° 8/1876, con gli effetti di cui all’art. 567 C.P. comma 1, lettera c, rigo 2;
– DIA e Permessi di Costruire;
– Versamento su c/c postale intestato al Comune;
– Planimetria di progetto, in scala 1:100;
– Sezioni di progetto, in scala 1:50;
– Prospetti di progetto, in scala 1:50;
Piante, sezioni e prospetti, piante, sezioni e prospetti, piante, sezioni e prospetti, ad libitum.
 
Ormai in casa mia ci sono più piante che nel giardino d’inverno, e poi sempre a dire “dia, dia, dia”!
 
Dopo il Catasto, alle 10, arriva puntuale la telefonata dell’Amministratore che mi riporta tutte le rimostranze del portiere, della Cristini e degli abitanti del palazzo tutti. Io non capisco che fastidio possa dare alla gente una piccola colombaia di 250 metri quadri! C’è una riunione di condominio convocata ogni sera alle 18. Ordine del giorno: la colombaia dell’Edenista e naturalmente i posti auto a rotazione (i posti auto sono un evergreen in ogni ordine del giorno che si rispetti e non possono mancare mai).
 
Insomma, sono finito in un tunnel temporale burocratico in cui ogni giorno è identico al precedente.
 
C’è un solo modo per uscirne: terminare la colombaia al più presto e attendere l’arrivo delle colombe bianche che mi aiuteranno a realizzare i miei Dolci di Pasqua.
 
Ed ecco come farò: quest’anno ciascuna colomba bianca poserà come modella per plasmare la forma di ogni singolo, soffice, squisito e favoloso Dolce di Pasqua. Questa volta sarà molto tradizionale, quindi niente gocce di cioccolato, ma non temete, perché sarà golosissimo anche con la ricetta libera da latte, uova e grassi animali. Come sempre!
 
– Milord, le prime ospiti della colombaia stanno arrivando.
– Ottimo, Alfred! I nidi sono pronti? Hai preparato le mangiatoie con i semini?
– È tutto a posto, Milady.
 
Ci siamo! Le colombe bianche mi aiuteranno anche per un’altra grande sorpresa per voi, cari golosi…