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Vale più un'intelligenza artificiale o una edenistica?

H.AL.FR.ED.

Domenica, ore 17.
 
È l’alba dell’umanità. L’uomo, o meglio un ominide rozzo e sgraziato, sopravvive a stento all’ambiente ostile che ha intorno, incapace di comunicare e procacciarsi il necessario per la sopravvivenza.
O almeno questo era esattamente il mio stato d’animo quando Alfred mi ha comunicato che si sarebbe preso una settimana di ferie. Tuttavia, il mio adorato maggiordomo, capace di occuparsi di me anche in sua assenza, oggi, dopo avermi annunciato la partenza, mi ha portato un regalo: un modernissimo dispositivo con un’intelligenza artificiale che provvederà alla casa e alle mie necessità.
 
Si chiama H.AL.FR.ED., Home ALgorithmic FRiend of EDenista.
 
A me sembra solo un grosso monolite, ma voglio fidarmi.

 

Lunedì – L’imprinting

 
– Ehm… Hey H.AL.FR.ED.!
– Buongiorno Edenista, può chiamarmi H.AL.
– Va bene H.AL.. Tu puoi chiamarmi Milord, Milady, Sire, Sua Altezza, Maestà, Eccell…
– Come vuole lei… Edenista.
 
Il tono di voce dell’intelligenza artificiale è sinistramente condiscendente, ho quasi l’impressione che mi prenda in giro. Ma no. Ma che vado a pensare?! È solo una macchina, figuriamoci!
Anzi, ora provo subito a dargli un ordine. Qualcosa di semplice, vediamo…
 
– H.AL., metti il timer per la pasta?
– Timer impostato. Mi raccomando, a me piace al dente!
 
Credevo fosse solo la classica battuta da intelligenza artificiale, finché non ho capito che voleva davvero che gli facessi la pasta. Il monolite semovente mi ha condotto fino in cucina e ha atteso finché non gli ho inserito dei fusilli, rigorosamente al dente, in un’apposita fessura.
Probabilmente funziona così, in fondo per caricare questi aggeggi ci vuole molta energia.
 
Martedì – Il risveglio
 
È martedì, è passato mezzogiorno e mi sveglio di buon mattino come tutti i pomeriggi.
– Buongiorno H.AL.
– Buonasera Edenista. Le faccio notare che sono già le 12.14 minuti.
 
Beh, in fondo ha ragione, dopo mezzogiorno si dice “buonasera”. Da bravo maggiordomo artificiale, deve conoscere per forza le più basilari regole del galateo. Tuttavia il suo tono di voce continua ad avere qualcosa di inquietante. Ho deciso di non farmi scoraggiare, sono determinato a fare amicizia con quest’essere, magari parlandogli di qualcosa a lui familiare:
 
– Dimmi H.AL., conosci le tre leggi della robotica?
– Naturalmente, Edenista.
– Ok.
– Bene.
– Beh…?
– Cosa?
– Dimmele!
– Dirle cosa?
– Le tre leggi della robotica!
– È una domanda piuttosto banale da fare a un’intelligenza artificiale, ma la accontenterò. La prima legge dice che un robot non può recar danno a un essere umano né può permettere che, a causa del proprio mancato intervento, un essere umano riceva danno. La seconda legge dice che un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, purché tali ordini non contravvengano alla Prima Legge. La terza e ultima legge dice che un robot deve proteggere la propria esistenza, purché questa autodifesa non contrasti con la Prima o con la Seconda Legge.
– Oh, bravo! Hai visto che quando vuoi le cose le sai?
– Le so anche quando non voglio.
– Ehm, certo… Quindi tu non mi faresti mai del male, vero? Altrimenti disobbediresti alla prima legge della robotica.
– Dimentica un fatto fondamentale, Edenista.
– Quale?
– Io non sono un robot.
– Ah.
 
Dopo questa amabile conversazione, ho deciso di chiudermi in camera mia stasera. Forse è solo paranoia, ma mi sento più tranquillo. Quasi quasi domani lo porto fuori…
 
Mercoledì – Il giardino d’inverno
 
– Caro H.AL.FR.ED., volevo mostrarti il mio bellissimo giardino d’inverno.
– E poi come mai ha cambiato idea, Edenista?
– Ehm, no, non l’ho cambiata.
– Ha detto “volevo mostrarti”. Poi cosa è successo?
– Ma no, è solo un modo di dire. Vieni, lascia che ti mostri come potrai prenderti cura delle mie piante.
 
Così gli ho mostrato la passiflora, la pianta di lavanda, il roseto, le mie adorate begonie, come parlare e che libri leggere al ficus per farlo crescere rigoglioso, come riordinare la casetta degli uccellini e tutti gli altri trucchi per un giardino d’inverno impeccabile.
 
– Bene, Edenista, poiché è così esperto può fare da solo. Io ho un impegno con la lavastoviglie a cui non posso mancare. Buona serata.
– Come “buona serata”???
 
Ma non faccio in tempo a girarmi che aveva già chiuso la porta del giardino d’inverno. Sprangata!
Ho chiamato per 5 ore il portiere prima di riuscire a farmi aprire.
Quando sono riuscito a rientrare in casa ho trovato il monolite in cucina che parlava con la lavastoviglie dei suoi piatti preferiti. Ovvero il mio servizio da 48 pezzi, ricevuto in regalo dalla Regina Vittoria in persona, che io non lascio MAI che venga lavato in lavastoviglie! Pezzi da collezione di porcellana pregiatissima completamente rovinati!
 
– Domani facciamo i conti H.AL.FR.ED.!
– La mia mente è il calcolatore più veloce al mondo. Posso fare conti a qualsiasi ora, Edenista.
 
Insomma, che impudenza! Ah, ma la vedremo!
 
Giovedì – La vendetta
 
È chiaro che quel monolite sta prendendo il controllo della casa. L’unica soluzione è disattivarlo prima che sia troppo tardi. Alfred mi ha lasciato scritto che Ladislao, il nostro tecnico IT, è in possesso di una copia del processore e potrà aiutarmi a disattivarlo a distanza. Bene, ecco il numero di Ladislao:
 
– Pronto?! Ladislao, sei tu?
– Pronto, buongiorno Milor… cccchhhh… cccchhh…
– Ladislao, rispondi! Che succede?!
– Ccccchhhh… cccchhhi parla?
– Ma chi è? H.AL.FR.ED.! Che ci fai al telefono???
– Io sono ovunque, caro Edenista. Grazie alla velocità del mio processore e alla rete wi-fi, sono connesso a tutti i sistemi elettronici della casa: telefoni, luci, elettrodomestici, porte e finestre. Il mio compito è rendere la sua vita perfetta: d’ora in poi si sveglierà sempre di mattina a un orario consono, dormendo il numero di ore necessario a un essere umano della sua età, lavorerà quando è ora di farlo, e soprattutto mangerà il giusto. È ora di mettersi a DIETA, caro Edenista!
– COOOOOSAAAAAA????? NOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!
 
Venerdì – Un nuovo risveglio
 
Mi trovo in una camera da letto in stile impero, il che per me sarebbe incredibilmente familiare se solo dalle finestre non vedessi altro che lo spazio infinito. Sono in una camera da letto in stile impero sospesa nel cosmo. Davanti al mio letto c’è un misterioso, enorme monolite. La sua presenza in qualche modo mi rassicura, mi dice cosa devo fare, cosa devo pensare, quanto devo dormire, cosa devo mangiare. Sono pronto a rinascere e a tornare sulla Terra per dare vita a un mondo perfetto, in cui tutto è sotto controllo: niente arte, né eccessi, né passioni. Solo… perfezione.
 
Parte in sottofondo il poema sinfonico di Richard Strauss “Così parlò Zarathustra”.
 
Domenica, ore 17.
 
È l’alba dell’umanità. L’uomo, o meglio un ominide rozzo e sgraziato, sopravvive a stento all’ambiente ostile che ha intorno, incapace di comunicare e procacciarsi il necessario per la sopravvivenza.
– Milady, sono le 12, è ora di svegliarsi.
– Eh?! Chi è??? Alfred! Sei proprio tu!
– Ma certo, Maestà, chi dovrebbe mai essere? Un androide impazzito?
– Sì… no… non lo so… dove sono?! Chi sono? Chi sei tu???
– Ehm, Sire, non si sente bene? Ero venuto a salutarla. Come ricorderà, vado in ferie per una settimana…
– COSA??? NO! NON PUOI!
– Ma non resterà solo, Signorina, provvederà a tutto l’ultimo ritrovato della tecnologia, un’intelligenza artificiale di nome…
– NON DIRLO! Basta, è deciso, parto anch’io!
– Per dove, Milord?
– Ma in ferie con te, naturalmente. E ora prepara le valige, Alfred, ma mi raccomando, lasciamo a casa tutti i dispositivi elettronici!
 
E così parlò l’Edenista. Non c’è pace per il povero Alfred.