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Basta coi soliti dipinti, è ora di fare natura viva: dipingiamo le mie brioche!

Natura viva.

Come spesso capita, l’altro giorno ho avuto un’ottima idea.
 
Avendo notato che Alfred non fa che ammirarmi per ore, ho pensato di sfruttare questo suo estremo gusto per lo splendore e iscriverlo al gettonatissimo corso di pittura per influencer che vogliono disintossicarsi da Instagram.
 
Finalmente avrei potuto appendere nel corridoio del corridoio che porta alla dispensa una serie di ritratti originali e divertenti come “Lui che guarda me che guardo una brioche”, “Lui che guarda la brioche mentre io la scarto”, “La brioche che guarda Alfred mentre io lo mangio” e così via.

 
D’altronde non se ne può più dei soliti Van Gogh, Picasso e Rembrandt. Senz’altro bravi, ma all’epoca ero troppo impegnato per poter fare loro da modello, e si vede.

 
Ho notato però che Alfred non faceva che prendere brutti voti e ne ho scoperto presto la ragione: nature morte.
 
“Ma che cosa di cattivo gusto! La natura è viva o non è natura.”
 
Così, mosso dalle migliori intenzioni, mi sono privato di alcune brioche e le ho inviate al corso di pittura, per offrire ai maggiordomi un modello più fragrante su cui esercitarsi.
 
Tutto ha funzionato alla perfezione fino alla ricreazione.
 
A quel punto le brioche sono scomparse dal trespolo e a fine lezione i maggiordomi hanno dipinto un piatto bellissimo, ma vuoto. Tutti tranne Alfred che ha consegnato un quadro dell’Edenista con brioche, chiamandolo “Natura viva”.
 
L’insegnate del corso, famoso gallerista di cui non farò il nome per ovvie ragioni di privacy, mi ha contattato chiedendomi tre cose in questo ordine: un’altra fornitura di brioche per lui (scan-da-lo-so), il permesso di realizzare una scultura di me medesimo da esporre nei maggiori musei del pianeta, il patrocinio a un corso di pittura con un unico, impareggiabile soggetto dedicato: me.
 
“Mio caro, sono lusingato dalla tua richiesta, ma di Edenista ce n’è uno solo ed è irripetibile e poi non ho proprio il tempo di passare la giornata seduto sul divano mentre tutta quella gente mi dipinge: devo anche riposare ogni tanto.”
 
Potete immaginare la disperazione del povero gallerista e, commosso da sì tanta passione, gli ho dato un piccolo spunto, uno spuntino.
 
“Mio caro, ho io la ricetta per i musei: perché non realizzare un’opera delle mie brioche in prestigioso marmo di Carrara?”.
 

Credetemi quando dico che di fronte a questa mia idea, il gallerista è rimasto per ore immobile come una delle sue statue a fissarmi in completa adorazione. Giusto il tempo di realizzare un pregiato simposio di brioche, affinché il mondo tutto, affamato d’arte, potesse goderne anche tra una merenda e l’altra.

 
Non chiedetemi dove poterlo ammirare però, perché – e avrei dovuto prevederlo – il museo ha dovuto immediatamente ritirare l’opera dalla sala: le brioche erano così belle e appetitose che i visitatori hanno tentato di mangiarle.
 
Fortunatamente, continuo a esercitare l’arte dolciaria con vere brioche che potrete gustare ogni volta che vorrete, ma vi prego non in un museo.
 
Purtroppo, come spesso sostengo, il mondo non è ancora completamente pronto per il bello e alcuni miei golosi si sono trovati loro malgrado coinvolti in spiacevoli fatti di cronaca, sui quali non mi soffermo perché ne avrete sicuramente già sentito parlare.